Filtri Industriali

Protezione essenziale per pompe, valvole, scambiatori e strumentazione. Filtri a Y, a cestello, a cartuccia e autopulenti per trattenere impurità solide e prolungare la vita degli impianti.

Perché installare filtri negli impianti

Ogni impianto idraulico contiene impurità: residui di lavorazione delle tubazioni, scaglie di ruggine, sabbia, sedimenti, fibre e particelle varie. Questi contaminanti, se non intercettati, causano usura accelerata delle pompe, blocco delle valvole di regolazione, intasamento degli scambiatori di calore, danneggiamento della strumentazione e malfunzionamento di elettrovalvole e scaricatori di condensa.

I filtri industriali (strainer) sono la prima linea di difesa: installati a monte dei componenti critici, trattengono le particelle solide e proteggono l'impianto. La manutenzione periodica del filtro (molto più semplice ed economica della riparazione dei componenti a valle) garantisce un funzionamento affidabile e duraturo.

Roffia distribuisce filtri in ghisa, acciaio, acciaio inox e materiali plastici, con gradi di filtrazione da 40 a 500 mesh (400 micron fino a 25 micron). Per esigenze speciali, forniamo filtri a cartuccia e sistemi autopulenti. Tutti i filtri sono disponibili con elementi filtranti di ricambio.

Filtri industriali a Y e a cestello — Roffia srl

Filtri a Y (obliqui)

  • Compatti, economici, facile manutenzione
  • Installazione orizzontale o verticale
  • DN 10–300, PN 16–40
  • Ghisa, acciaio, inox, bronzo
  • Ideali per protezione generale
  • Connessioni: filettate, flangiate, a saldare

Filtri a cestello

  • Maggiore capacità di accumulo sporco
  • Cestello estraibile dall'alto
  • DN 25–400+
  • Per fluidi molto carichi di solidi
  • Bassa perdita di carico
  • Manutenzione meno frequente

Filtri a cartuccia

  • Filtrazione fine (1–100 micron)
  • Cartucce sostituibili
  • Per strumentazione e processi critici
  • Housing in inox, PP, PVDF
  • Cartucce: carta, polipropilene, inox sinterizzato
  • Ideali per acqua ultra-pura, solventi

Filtri autopulenti

  • Pulizia automatica senza fermo impianto
  • Ciclo di controflusso programmabile
  • Per servizi continui 24/7
  • Acqua industriale, torre raffreddamento
  • DN 50–600
  • Controllo manuale, timer o ΔP

Filtri duplex (doppio corpo)

  • Due filtri in parallelo con deviatore
  • Manutenzione senza fermo impianto
  • Si commuta il flusso sull'altro filtro
  • Per processi continui critici
  • Disponibili in Y e cestello
  • DN 25–200

Applicazioni tipiche

Protezione pompe

Un filtro a Y o a cestello a monte della pompa trattiene i solidi grossolani che potrebbero danneggiare girante e tenute. È la misura più semplice ed efficace per prolungare la vita delle pompe centrifughe, volumetriche e dosatrici. Grado tipico: mesh 20–80.

Protezione valvole di regolazione

Le valvole di regolazione hanno otturatori e sedi di precisione che possono essere danneggiati anche da piccole particelle. Un filtro a monte con mesh 80–100 previene blocchi, perdite e usura prematura, garantendo una regolazione stabile e accurata.

Protezione scambiatori di calore

Gli scambiatori a piastre hanno canali stretti sensibili all'intasamento. Un filtro a cestello con mesh 100+ a monte previene l'accumulo di solidi e mantiene l'efficienza termica. Per scambiatori tubo-fascio, la filtrazione è meno critica ma comunque raccomandata.

Impianti vapore e condensa

Nelle reti vapore, residui di saldatura e scaglie di ruggine possono bloccare gli scaricatori di condensa, le valvole di sicurezza e la strumentazione. Filtri a Y in acciaio inox installati a monte proteggono questi componenti critici, riducendo i fermi impianto e i costi di manutenzione.

Gamma filtri Roffia

Filtri a Y ghisa
DN 15–200, PN 16
Filtri a Y inox
DN 10–100, PN 16–40
Filtri a cestello
DN 25–300, ghisa/inox
Filtri a T
Per installazioni verticali
Filtri vapore
Acciaio, alta temperatura
Filtri a cartuccia
Housing + cartucce 1–100 μm
Filtri autopulenti
DN 50–200, timer/ΔP
Elementi filtranti
Ricambi mesh 20–500

Domande frequenti

Qual è la differenza tra filtro a Y, filtro a cestello e filtro a cartuccia?
Il filtro a Y (o filtro obliquo) ha un corpo a forma di Y con l'elemento filtrante inclinato rispetto al flusso. È compatto, economico e adatto per la maggior parte delle applicazioni di protezione componenti. Il filtro a cestello (basket strainer) ha un cestello cilindrico perpendicolare al flusso, con maggiore capacità di accumulo sporco — ideale per fluidi molto carichi e installazioni dove la manutenzione è meno frequente. Il filtro a cartuccia utilizza elementi filtranti sostituibili (cartucce in carta, tessuto, polipropilene, acciaio sinterizzato) e offre gradi di filtrazione più fini (fino a 1 micron) — usato quando è necessaria una filtrazione di precisione per proteggere strumentazione o processi critici.
Come si sceglie la mesh del filtro (grado di filtrazione)?
Il grado di filtrazione si esprime in mesh (numero di fori per pollice lineare) o in micron (dimensione delle particelle trattenute). Regola generale: il filtro deve trattenere particelle più piccole delle tolleranze critiche del componente a valle. Per valvole e pompe standard: mesh 20–40 (400–800 micron). Per regolatori, elettrovalvole e strumentazione: mesh 80–100 (150–180 micron). Per scambiatori a piastre: mesh 100–200 (75–150 micron). Per processi di precisione e trattamento acque: cartucce 1–50 micron. Roffia può consigliare il grado corretto in base alla vostra applicazione.
I filtri causano perdita di carico — come minimizzarla?
Ogni filtro introduce una perdita di carico, che aumenta man mano che l'elemento filtrante si intasa. Per minimizzare l'impatto: (1) Dimensionare abbondantemente — un DN maggiore riduce la velocità del fluido e la perdita di carico iniziale; (2) Scegliere filtri a bassa perdita — i filtri a cestello hanno perdita inferiore ai filtri a Y a parità di DN; (3) Pulire regolarmente — stabilire intervalli di manutenzione in base all'esperienza; (4) Installare manometri differenziali — monitorare la perdita di carico e pulire quando supera il valore soglia (tipicamente 0,3–0,5 bar per acqua); (5) Considerare filtri autopulenti per servizi continui dove non è possibile fermare l'impianto.
Quali materiali sono disponibili per i filtri industriali?
I materiali dipendono dal fluido, dalla temperatura e dalla pressione: Ghisa — economica, per acqua e fluidi non aggressivi fino a 120 °C. Acciaio al carbonio — per vapore, olio, alta pressione. Acciaio inox AISI 304/316 — per fluidi corrosivi, alimentare, farmaceutico, vapore pulito. Bronzo — per acqua di mare e applicazioni marine. PVC, PP, PVDF — per fluidi chimici aggressivi, demineralizzata, acidi, basi. Le reti filtranti sono tipicamente in acciaio inox AISI 316; per servizi critici si usano reti in Hastelloy o Monel. Roffia fornisce filtri in tutti questi materiali con certificazioni PED e alimentari ove richiesto.
Ogni quanto va pulito un filtro e come?
La frequenza dipende dalla qualità del fluido e dal servizio. Indicazioni generali: (1) Primo avviamento: pulire più frequentemente (anche quotidianamente) finché le tubazioni nuove rilasciano residui di saldatura e sporco. (2) Esercizio normale: settimanale, mensile o trimestrale in base all'esperienza — quando la perdita di carico aumenta oltre il 50% del valore a filtro pulito. (3) Pulizia: chiudere le valvole di sezionamento, scaricare la pressione, rimuovere il tappo/coperchio, estrarre l'elemento filtrante, soffiare con aria compressa o lavare con acqua in controflusso, ispezionare per danni, riassemblare. (4) Filtri autopulenti: seguire le istruzioni del costruttore per la programmazione del ciclo di lavaggio. Roffia fornisce elementi filtranti di ricambio per tutti i filtri a catalogo.

Preventivo filtri industriali

Comunicateci il fluido, la portata, il grado di filtrazione richiesto e le condizioni operative. Vi proponiamo il filtro ottimale con preventivo rapido ed elementi di ricambio.

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